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Edilizia sostenibile: il caso Ricehouse

Intervista a Tiziana Monterisi e Katerina Dimova


Di che cosa si occupa e com’è nata Ricehouse? Vi potreste definire una start up di economia circolare?


Ricehouse da anni lavora nel settore dell’edilizia sostenibile, focalizzandosi sul tema della progettazione, realizzazione, consulenza e commercializzazione di materiali per l’architettura derivanti dai prodotti secondari della coltivazione del riso. La società si configura come un veicolo di innovazione con un elevato grado di sostenibilità, ponendosi come obiettivi principali la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali per l’edilizia: termo-intonaci, massetti alleggeriti, finiture, pannelli isolanti e pannelli per l’arredo. Tutto 100% naturale, formaldeide free e totalmente made in Italy. Tutti i prodotti sono già in commercio e ottengono tutti certificati requisiti per legge. L'intento finale è quello di proporre, attraverso l’utilizzo di questi materiali e il marchio “RISORSA”, la realizzazione di "Case di Riso" passive. Quest’ultime non necessitano di impiantistica per il riscaldamento, sono ecologiche, danno comfort e salubrità, sono inoltre progettate valorizzando gli scarti dell’agricoltura e minimizzando la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale. Ricehouse è nata dall'esperienza dello studio di architettura “Tiziana Monterisi Architetto”, che si occupa di architettura naturale e della reale possibilità di nuovi modelli abitativi, proponendo un’alternativa possibile all'utilizzo di materiali di origine petrolchimica per un’architettura eticamente, culturalmente, tecnicamente e profondamente impegnata a far tornare il territorio, la città e l’edificio ad essere un “organismo vivente”. L’attento perseguimento della nostra visione aziendale, perfettamente in linea con gli obiettivi esposti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, è stato premiato negli ultimi anni con prestigiosi riconoscimenti nel campo della sostenibilità.

Parliamo dei due materiali al centro della vostra attività: paglia e lolla di riso. La paglia è un materiale vittima di alcuni “falsi miti”, ad esempio il possibile avvicinamento da parte di roditori o l’umidità.


Le case di paglia non vengono assolutamente mangiate dagli insetti anche grazie all’alto contenuto di silice (80,68 % in peso) di cui la paglia di riso e la lolla sono composte, che rendono questi materiali nocivi per la loro alimentazione. La tecnica costruttiva delle case in paglia e legno consente di ottenere edifici ad altissima prestazione energetica che garantiscono, al contempo, il massimo comfort abitativo: i telai prefabbricati in legno e paglia sono infatti in grado di assorbire ed espellere l’umidità dell’aria, regolandola in modo naturale e senza necessità di installare un impianto di ventilazione meccanica o di deumidificazione. Grazie all'elevata traspirabilità, le case di paglia non trattengono l’umidità e non permettono la formazione di condense. Inoltre, è possibile utilizzare materiali e finiture che agiscono in maniera naturale come regolatori di umidità: è il caso, ad esempio, degli intonaci traspiranti in argilla o calce utilizzati in bioedilizia per la finitura dei telai prefabbricati, che trattengono e rilasciano l'umidità mantenendosi in equilibrio con l'ambiente e garantendo un comfort abitativo senza eguali.


Ci raccontate dal punto di vista legislativo quale è la normativa in Italia circa la paglia e la lolla?


Per la progettazione di case di paglia occorre utilizzare parametri differenti dalle case in muratura: a causa delle norme antisismiche, infatti, La Normativa Italiana (2010) non consente di utilizzare la paglia come struttura portante, bensì è obbligatorio progettare una struttura portante in legno ed utilizzare le balle di paglia come isolante. Aldilà degli accorgimenti tecnici da considerare in fase di progettazione, le case in legno e paglia non sono soggette a vincoli dal punto di vista legislativo.


Quante abitazioni avete realizzato e con quali tempistiche? Collaborate con altre aziende?


L'azienda commercializza direttamente o tramite partner industriali o distributori anche l'intero protocollo per la casa RISORSA. “RISORSA”: un brand aziendale che definisce le modalità combinate di utilizzo di un’ampia gamma di prodotti per abitare il corpo, abitare il luogo, abitare il mondo, abitare gli eventi; ABITARE lasciando tracce ma senza imporre impronte. Un habitus contemporaneo e sostenibile inteso come uno spazio sociale che mette in relazione ciò che ci protegge con ciò che ci sta addosso, che ci modella e che noi contribuiamo a modellare. Nel territorio Italiano sono state costruiti 16 edifici “Risorsa”. Invece all’ estero abbiamo costruito la prima casa “Risorsa” in Svizzera.


Avete ottenuto dei riconoscimenti per la vostra start up?


Il recente passato è stato caratterizzato da un'intensa attività di partecipazione ad eventi dedicati alle start up sul territorio nazionale che ha visto Ricehouse spesso protagonista tra i finalisti o vincitrice di una svariata gamma di riconoscimenti per il valore di sostenibilità e innovazione della nostra proposta.


Di Ylenia Esther Yashar