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Intervista a Fabrizio Montali, Tullo Ampollini, Emanuele Pedroni, Franco Rizzi, Soci Gruppo Infor

Infor è un gruppo leader nel mercato IT in Emilia-Romagna: dal 1990 affianca i propri clienti nel percorso verso la Digital Transformation, con soluzioni personalizzate e all’avanguardia. Ho avuto il piacere di accompagnare la trasformazione dell’azienda in Società Benefit nel corso del 2021. Con questa intervista vi racconterò il suo percorso insieme ai fondatori e soci Fabrizio Montali, Tullo Ampollini, Emanuele Pedroni e Franco Rizzi.


Cominciamo da una domanda fondamentale, che ha dato inizio al progetto di trasformazione: perché avete deciso di diventare Società Benefit?

Abbiamo sempre avuto nel DNA una forte attenzione alle persone e alla comunità del territorio che abitiamo. Abbiamo cercato fin dall’inizio di impostare rapporti molto familiari in azienda, che puntassero a incentivare la motivazione e la gratificazione delle persone. C’era già buona sensibilità anche dal punto di vista ambientale, per cui quando si è potuto fare questo percorso lo abbiamo visto come un passo necessario per la nostra azienda. Diventare Società Benefit ci ha permesso di mettere in pratica una cosa in cui abbiamo sempre creduto: è un dovere di ogni azienda restituire qualcosa di quanto ha fatto all’ambiente, alla comunità, al territorio. Abbiamo anche notato una maggiore attenzione da parte di alcuni clienti, partner e fornitori sul tema e quindi è diventato fondamentale fare questo percorso anche per stare al passo coi tempi e con gli standard richiesti da alcuni grandi partner internazionali con cui lavoriamo da anni. Microsoft, e HP in particolare, ci hanno dato qualche tassello in più e sono rimasti stupiti dai nostri risultati, decisamente più avanti rispetto ad altri partner.

Nella foto i Soci del Gruppo Infor

Cosa vuol dire per un’azienda informatica essere benefit?

Crediamo che il concetto di benefit trascenda dalla industry in cui si opera. I valori rappresentati dall’essere Società Benefit sono validi e utili per ogni azienda, in modo trasversale. Contano gratificazione, motivazione, collaborazione. Infor punta a valorizzare e aggiornare le persone, prima di tutto le competenze digitali, ad abbracciare i concetti di diversità e inclusione, a contribuire al benessere delle persone e alla creazione di un ambiente di lavoro sano, aperto e sereno. Già dal 2019 avevamo definito il programma smart working da 2 giorni a settimana, questo permette un migliore Work-Life Balance ma anche in ottimizzazione dispazi e uffici e di conseguenza di impatti ambientali e costi.

Sul tema ambiente non abbiamo grossi elementi su cui lavorare, essendo un’azienda di servizi, se non efficientare energeticamente le sedi. Mentre sui clienti possiamo fare tanto a livello di trasformazione digitale sostenibile, a cominciare dai server in cloud per ottimizzare impatti ambientali. Sul tema comunità, oltre a sostenere da anni scuole, università e programmi sportivi, abbiamo aderito a 2 consorzi:

• KMverde Parma, che punta a realizzare progetti di riforestazione sulla provincia, dall’autostrada A1 ai terreni incolti o di privati/aziende

• Parma Io Ci Sto, il consorzio che realizza iniziative di comunità, come il recupero del borgo storico, o di sostegno alle scuole (sostegno per attrezzare laboratori di lavorazione di prodotti alimentari).


L’importanza delle persone è per voi centrale, tant’è che avete coinvolto diversi collaboratori nel percorso Benefit.

Siamo partiti con un team iniziale che comprendeva la proprietà e il comitato di direzione composto da sei persone, responsabili delle varie funzioni. Il resto della forza lavoro è stato aggiornato attraverso la comunicazione interna, creando una sezione dedicata alla sostenibilità (che sarà integrata anche nel sito) e con delle mail interne su progetti particolarmente importanti. Stiamo inoltre allargando le iniziative fatte ad un’altra società del gruppo, la Esaedro, che inizialmente ha vissuto il percorso più di riflesso, ma nel 2023 seguirà la trasformazione.


Diventare benefit ha cambiato il vostro posizionamento o i rapporti con partner e clienti?

Diventare benefit ci ha permesso di fare questi percorsi coi partner più attivi (HP, Microsoft) ed essere tra i più pronti e tra i primi in Italia a raggiungere gli obiettivi richiesti. Altre aziende, soprattutto le PMI, sono meno pronte sul tema: non percepiscono l’argomento, ne hanno sentito parlare forse, ma non hanno idea di cosa comporti o dei benefici connessi. Sul fronte clienti si vede la differenza: spendere la denominazione SB ha dato maggior peso a noi, ha dato l’opportunità di essere ascoltati in maniera diversa. A livello territoriale, il tema B Corp è molto sentito, avendo sul territorio alcuni dei capofila del movimento italiano come Davines e Chiesi. Puntiamo anche alla certificazione B Corp nel prossimo futuro.

Logo Gruppo Infor

Ecco, quali saranno i prossimi passaggi?

Sicuramente proporre una trasformazione digitale sostenibile ai nostri clienti. In secondo luogo, come dicevamo, allargare il modello Benefit alle società del gruppo. Investire ancora nella formazione del personale, nei progetti di comunità, nei giovani del territorio. Collaboriamo da anni con le università e le scuole, attraverso prodotti, supporto tecnico e formazione, nonché offrendo opportunità lavorative.

Ad esempio con un ente di formazione legato a Confindustria abbiamo avviato un’Academy per programmatori e, insieme all’agenzia per il lavoro Umana, abbiamo avviato un percorso di 6 settimane per 10 ragazzi, 6 dei quali sono stati poi inseriti nelle nostre aziende in somministrazione, con l’obiettivo di assunzione a fine 2022.



Intervista tratta dall'eBook "Dialogo con le Società Benefit. 12 interviste tra sfide o opportunità", per leggere tutte le altre esperienze raccolte nell'eBook clicca qui.

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