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Cultura e territorio: l’esperienza di Associazione Li.Be Firenze e il suo legame con la comunità

L’economia di prossimità non è solo un concetto riconducibile ad attività commerciali o beni materiali, anche la cultura può esprimere e incarnare a pieno titolo questo modello. Generando ricchezza e benessere, restituendo valore al territorio in cui opera e alla comunità.


A tal proposito siamo andati a conoscere Li.Be, uno spazio policulturale e creativo nel cuore di Firenze. Si tratta di un’associazione culturale nata nel settembre del 2020 da un'idea di due giovani artisti: Elisa Vitiello (attrice) e Francesco Rainero (cantautore). Li.Be sta per “Libera Bellezza” e si propone come centro di divulgazione artistica a 360 gradi: l'artigianato, la musica e il teatro; ma non è solo una scuola di arti, è anche uno spazio per eventi culturali di musica, teatro e letteratura.


Abbiamo avuto il piacere di intervistare Elisa e Francesco e la possibilità di conoscere meglio la loro associazione.


Nella foto: Francesco Rainero ed Elisa Vitiello



Cos’è che caratterizza Li.Be?

Elisa: Li.Be è innanzitutto un sogno che avevo da sempre perché desideravo che Firenze avesse una realtà che non c’è. Un luogo di ritrovo che include solo ed esclusivamente arte e cultura, senza altre distrazioni, (aperitivi, bevute, rumore di sottofondo). Una realtà aperta e creativa che propone corsi di formazione ed eventi artistici da godere dal vivo. È importante che gli artisti, soprattutto giovani, possano esprimersi anche se in una realtà piccola. Sentivamo l’esigenza di creare un luogo che unisse le persone con una proposta giovane e innovativa.


Com’è nata e soprattutto cosa vi ha spinti a fondare un’associazione culturale nel bel mezzo di una pandemia?

Francesco: La pandemia. Il fatto di non potersi spostare e di non poter prevedere nulla a medio-lungo termine che implicasse un movimento geografico e di contenuti. Proprio in virtù della pandemia era necessario far confluire tutto il nostro percorso - in termini di esperienze artistiche e culturali - in un luogo fisico, uno spazio fisso che puoi gestire (anche a livello Covid). Probabilmente senza pandemia non avremmo realizzato tutto con così tanta “ingenuità”. Ci ha aiutati molto, c’era bisogno di fermarsi per partorire un progetto così. Come dice il detto: “L’evoluzione nasce dalla difficoltà”.


La cultura a Firenze ha un ruolo storicamente molto importante. Come vi confrontate in questo senso, è più uno stimolo o una pressione?

Elisa: Firenze è una città piena di cultura si sa, ma anche molto chiusa, dovrebbe liberarsi di alcuni vecchi retaggi. Mi chiedo: perché non si riesce a far convivere cultura storica con quella contemporanea? Una non escluderebbe l’altra e sarebbe un arricchimento per tutti. L’attitudine da avere, e che abbiamo cercato di portare avanti, è una movimentazione dal basso. Piano piano, con pazienza, creare la tua piccola realtà. Questo è stato possibile grazie innanzitutto alla nostra comunità sociale. Per rispondere alla domanda: Firenze è in ogni caso uno stimolo, sia in positivo che in negativo.

Nome della città che, per l’appunto, è parte del nome dell’associazione. La scelta non sembra casuale. In che modo siete legati a Firenze e come pensate che il vostro operato contribuisca alla comunità?

Elisa: Il legame è molto forte, Li.Be ha il suo centro e il suo spazio a Firenze. È importantissimo per noi avere un luogo fisico e averlo a Firenze. Tra l’altro (casualità o forse no) la nostra sede si trova in via degli Artisti, strada destinata storicamente ad attività e luoghi per artisti. Chi viene nella nostra associazione è per ascoltare e imparare, per vivere l’arte e la cultura. Sono convinta che i luoghi siano fatti delle persone che li abitano, bisogna continuare a costruire e a far vivere i luoghi con il nostro essere e vivere. Nel nostro piccolo, lavoriamo perché Firenze sia più bella.


Nella foto: Evento Li.Be live presso l’Associazione


Spesso non si parla di cultura da un punto di vista strettamente economico, come se fosse qualcosa di più alto. In realtà per fare cultura servono finanze ma la cultura è di per sé ricchezza (anche economica). Che ne pensate? Come può essere valorizzato questo aspetto?

Elisa e Francesco: La grande fregatura dell’arte è che quasi sempre si segrega in qualcosa di alto o di basso ma al tempo stesso poi ci si accorge (vedi durante il lockdown) che nessuno può farne a meno. Nel settore artistico, inevitabilmente molto più di altri campi, l’aspetto economico tende a faticare di più a far quadrare il cerchio. Nel nostro ambito spesso bisogna “lanciare il cuore oltre l’ostacolo”. Siamo abituati anche per indole creativa e meno schematica a sfruttare il più possibile materiali, spazi, risorse e creare progetti dal nulla. Ad esempio quasi tutto l’arredamento e alcune strumentazioni di Li.Be sono stati regalati dalla comunità o sono oggetti usati e riutilizzati. Essere sostenibili, fare le cose con meno e in economia, pur mantenendo la qualità come obiettivo, è nella nostra filosofia. La nostra ricchezza sono le persone che abbiamo intorno. Le realtà come la nostra vanno avanti con il passaparola e con il supporto della comunità.


A proposito, come ci si può iscrivere alla vostra Associazione?

Elisa e Francesco: Basta venirci a trovare. La nostra realtà è legata a quello che si fa in presenza e viene consumato nel luogo. Per accedere ai nostri corsi ed eventi a pagamento bisogna essere necessariamente iscritti (iscrizione di 5 euro valida per un anno), questo è importante perché genera un legame. Tutte le altre informazioni sull’associazione, i corsi e gli eventi le trovate sul nostro sito e sui nostri canali social Facebook e Instagram.

Dopo il primo anno di attività, come vedete Li.Be fra un anno?

Francesco: Onestamente io l’avrei vista già chiusa dopo il primo anno. Sono già molto contento di quanto fatto e dei risultati raggiunti. Tra un anno mi auguro: “così, meglio di così”. Sempre più artisti e persone intorno che sanno che questo posto esiste. La domanda che spesso ci poniamo è: “quante persone avrebbero voluto essere qui o avrebbero potuto godere di questo spettacolo ma non lo sapevano?” Spero fra un anno di chiedermelo sempre meno.


Di Vincenzo Baccari Fonti


Sito web Li.Be Firenze - www.libefirenze.com

Intervista a Elisa Vitiello e Francesco Rainero, Li.Be Firenze Associazione Culturale