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Il piano di sostenibilità: cos’è e come funziona

La pianificazione strategica della sostenibilità è uno strumento prezioso per le aziende, grandi o piccole che siano. Ogni realtà ha una propria storia e solo il contesto specifico di ogni organizzazione può indirizzare la nascita di un piano di sostenibilità ad hoc. Ad ogni modo, è possibile individuare fasi comuni come vedremo in questo articolo. Il piano di sostenibilità non nasce per aggiungere attività alla vita aziendale, bensì deve razionalizzare e dare obiettivi chiari in ottica sostenibile.


Formalizzare un piano di sostenibilità è solo uno dei tasselli della creazione di valore condiviso per un’azienda. La gestione della sostenibilità prevede più fasi:


  1. MONITORARE: controllare le performance di sostenibilità della propria organizzazione

  2. RENDICONTARE: sviluppare periodicamente report e bilanci delle performance di sostenibilità

  3. COMUNICARE: condividere con i propri stakeholder le performance di sostenibilità creando engagement

  4. PIANIFICARE: integrare le performance di sostenibilità nei piani strategici e industriali dell’organizzazione

  5. AGIRE: definire secondo parametri condivisi gli obiettivi delle performance di sostenibilità



A seguire ci concentreremo sul quarto punto: la pianificazione, cioè su quali ambiti della sostenibilità l’azienda deve concentrarsi per garantire un impatto positivo per sé stessa e per i propri stakeholder.

Sono tante e varie le metodologie utilizzate per redigere un piano di sostenibilità, a seguire una proposta:

  • Analisi interna

  • Analisi di materialità

  • Definizione dei pilastri

  • Costruzione di un piano d’azione

Analisi interna

È fondamentale partire da una mappatura interna delle attività così da individuare gli sforzi già in essere. Dopo questa prima valutazione è necessario integrare queste attività nell’attuale modello di gestione dell’organizzazione. È consigliabile, inoltre, completare l’analisi con attività di benchmark di settore.


Analisi di materialità

A questo punto si può partire con il coinvolgimento dei propri portatori di interesse interni (es. dipendenti) ed esterni (es. clienti, fornitori) attraverso l’analisi di materialità. Questo processo è utile per selezionare gli ambiti di intervento prioritari per l’azienda e focalizzarsi sugli impatti sui quali concentrare le proprie risorse. Esistono tante metodologie per procedere con l’analisi di materialità. Abbiamo trattato uno degli ultimi aggiornamenti sull’argomento nell’articolo Doppia materialità: cos’è e come funziona


Definizione dei pilastri

Come tradurre gli esiti dell’analisi in pilastri? I temi materiali risultanti dalla fase precedente possono essere accorpati in macro-tematiche, comunemente definiti pilastri, in linea con gli obiettivi strategici dell’azienda e il proprio piano industriale. Per ciascun pilastro si possono identificare progettualità specifiche, già in corso o nuove, che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati.


Costruzione di un piano d’azione

Infine, per attuare le progettualità identificate, bisogna indicare le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi, definendo dei KPI misurabili. Peculiarità del piano di sostenibilità è la trasversalità di queste progettualità che, di solito, coinvolgono più funzioni aziendali.


Molte aziende condividono online i loro piani di sostenibilità. Per approfondire con un esempio concreto è possibile consultare il Piano di sostenibilità 2018-2022 di Fincantieri.



Di Luca Goerg



Riferimenti: Stella Gubelli al Festival dello sviluppo sostenibile 2020 https://www.youtube.com/watch?v=uoozqvZqwFg