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Gli strumenti della sostenibilità e della CSR: la certificazione volontaria


Oggi si richiede sempre più alle aziende di operare nel rispetto dei diritti umani, dell’ambiente, dei lavoratori e di tutta la comunità. Allo stesso tempo, tuttavia, emerge la difficoltà per le aziende stesse di formalizzare i comportamenti e gli sforzi compiuti a livello sociale e ambientale.

Vi sono però alcuni strumenti che le imprese possono adottare per implementare strategie organizzative orientate alla sostenibilità e alla Responsabilità Sociale d’impresa e, tra questi, un valido strumento è rappresentato dalla certificazione volontaria.

Mediante la certificazione volontaria sia le aziende che i loro stakeholder possono misurare, controllare, comunicare e valutare l’impatto dei processi aziendali sulla società e sull’ambiente.

Tra i vari schemi di certificazione volontaria, i più diffusi sono quelli secondo gli standard SA8000; ISO 14001; EMAS; OHSAS 18001 e ISO 26000.

Di seguito viene fornita brevemente una descrizione delle caratteristiche degli standard e dei relativi schemi di certificazione.

SA8000: il modello organizzativo SA8000 è il più diffuso in materia di RSI; lo standard si basa sulle Convenzioni dell’International Labour Organization, sulla Dichiarazione dei diritti umani e sulla Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia. Un’azienda che implementa un sistema di gestione in conformità a questo standard è un’azienda attenta a temi quali lavoro infantile, lavoro obbligato, salute e sicurezza, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, discriminazione, procedure disciplinari, orario di lavoro e retribuzione.

ISO 14001: è lo standard in materia ambientale che permette di definire un sistema di gestione volto ad analizzare l'impatto ambientale dei processi aziendali nonché del ciclo di vita del prodotto. L’azienda si impegna ad osservare tanto la normativa ambientale quanto a dotarsi di un modello gestionale per il miglioramento delle proprie prestazioni ambien­tali.

EMAS: lo standard riprende la struttura della ISO 14001, prevedendo la definizione di un sistema per la corretta gestione ambientale dei processi aziendali e delle prestazioni delle organizzazioni.

BS OHSAS 18001: lo standard definisce i requisiti di un sistema di gestione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; un tale sistema è finalizzato a prevenire il rischio di incidenti e infortuni e a promuovere un ambiente di lavoro sano e protetto.

ISO 26000: a differenza degli standard precedenti, l’ISO 26000 non è destinato a fini di certificazione trattandosi invece di una linea guida per aiutare le imprese e le organizzazioni nell’attuazione di pratiche di RSI.

Lo strumento della certificazione volontaria, quindi, è un valido strumento per mettere in atto pratiche di CSR. Tuttavia, per essere realmente efficace le aziende non dovranno limitarsi ad adottare un modello di gestione per la sola comunicazione verso l’esterno, ma, al contrario, dovranno far sì che i principi alla base dei sistemi gestionali siano diffusi ad ogni livello aziendale.


di Maria Giovanna Della Volpe