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Andrea Grieco: l’Agenda 2030 spiegata semplice

È noto ai più solo da qualche mese, da quando su Will ci mette la faccia per parlare di sostenibilità; che questa fosse la sua strada, però, Andrea Grieco lo aveva capito ben presto, già dalle scuole medie. L’evento “scatenante” fu una ricerca su Martin Luther King e Mahatma Gandhi. Dalla scoperta di queste due figure è nata la passione per le tematiche umanitarie, che lo ha portato a decidere di iscriversi a giurisprudenza, mosso da un desiderio: imparare il diritto umanitario e portarlo nella vita di tutti.

Da quel campo il suo interesse si è poi spostato verso sostenibilità e ambiente, argomenti che sono diventati il fulcro del suo interesse e della sua azione. Tutto questo in seguito ad un evento che lui stesso definisce scioccante: l’incontro con i migranti ambientali al confine tra Spagna e Marocco. Qui, per la prima volta, ha potuto vedere e toccare con mano l’esperienza che queste persone sono costrette a vivere a causa dei cambiamenti climatici: lasciare tutto ed emigrare, in cerca di un futuro migliore. Entrato nel mondo del lavoro, Andrea ha prima collaborato con un’agenzia ONU, poi ha iniziato a divulgare e a comunicare la sostenibilità e l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, diventando lobbista di Amnesty International. Si è occupato degli stessi argomenti anche per la Marina Militare, prima di iniziare a collaborare con diverse aziende private come consulente nella comunicazione degli SDGs e, più in generale, della CSR. Lo conosciamo però come volto di Will, la community dell’informazione. Su Will lo vediamo in video a spiegarci tutto ciò che riguarda la sostenibilità (avete già visto le sue IGTV sugli Oceani e sulle Smart Cities?) ma, dietro le quinte, ne segue anche la parte autoriale e si occupa della sostenibilità corporate.




Comunicazione e sostenibilità

Proprio del tema comunicazione della sostenibilità Andrea ha fatto la sua personale battaglia.

Il suo obiettivo non è certo diventare “influencer” nel senso più diffuso del termine, ma comunicare in maniera semplice e chiara quello che succede: spiegare i fenomeni che ci circondano, approfondendoli e fornendo dati a supporto. Così semplice a dirsi, così complicato a farsi, soprattutto adesso che, proprio con i social network, chiunque è in grado di comunicare qualsiasi cosa. Su questo però, Andrea ha le idee chiare: sebbene sia appassionato di sostenibilità a tutto tondo, per coerenza decide di comunicare solo gli argomenti che mastica meglio: l’Agenda 2030, con particolare focus sulla tutela degli Oceani e sulla riduzione delle disuguaglianze. Nella comunicazione della sostenibilità oggi, Andrea ritiene che siano due i fattori principali con cui fare i conti. Il primo è la capillare diffusione dei social network: fenomeno che ha reso più semplice reperire informazioni e che ha certamente contribuito alla diffusione di queste tematiche. Questo però non è il solo motivo dell’ampia diffusione di questi argomenti: Andrea è convinto di una cosa (e come dargli torto!): le nuove generazioni e in particolare la GenZ, sono pronte per recepire questi messaggi. Le generazioni più adulte lo sono meno poiché meno avvezze ad ascoltare e approfondire questi temi (e qui non conta la diffusione dei social, che comunque utilizzano, o la semplicità con la quale è possibile reperire le informazioni).

Ma in un mondo in cui si parla sempre più di sostenibilità, quanto è semplice parlarne? Sicuramente, l’argomento è diventato “POP” grazie a Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che con i suoi “Scioperi per il Clima” e il successivo impatto mediatico, ha messo al centro del dibattito internazionale i temi del cambiamento climatico e della sostenibilità. Grazie a lei, tutto il mondo ha iniziato a capire che qualcosa stava succedendo, che non si poteva più aspettare a risolvere le questioni ambientali.

Se scendiamo però sotto la superficie della ribalta mediatica e guardiamo, ad esempio, ai punti dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, Andrea ritiene che l’argomento più difficile da comunicare sia il primo: Stop alla povertà. Si tratta di un argomento di cui si parla tanto, da decenni. Viene percepito come un obiettivo “scontato”, basilare, sul quale non ci sia nulla di nuovo da dire.

Pensate che Andrea si fermi a tutto questo? Ovviamente no! È una bomba di energia, e l’ultimo lavoro che lo vede impegnato lo testimonia: sta lavorando a un progetto sui migranti climatici, perché è vero che è importantissimo comunicare per ispirare gli altri al cambiamento nella vita di tutti i giorni, ma lo è altrettanto contribuire al cambiamento del sistema dall’alto, a partire da chi ha influenti poteri decisionali.


Di Maria Chiara Tura


Volete conoscere meglio Andrea? Seguitelo sulla sua pagina Instagram e non perdete la diretta IG sul nostro canale IG @csrnatives mercoledì 24 marzo alle 19!

Vi aspettiamo!