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La sostenibilità strategica in azienda: antidiscriminazione, uguaglianza di genere, diversità

Vi sono moltissimi elementi che permettono ad un’impresa di perseguire un orientamento strategico alla Sostenibilità. La riflessione potrebbe partire dalla domanda: “perché si diventa best in class?”. Tuttavia, in questa sede preferiamo chiederci come si diventa best in class. Analizzando le scelte strategiche delle maggiori aziende italiane quotate in borsa, si comprende come per diventare i migliori sia necessario perseguire contemporaneamente tre principi: l’antidiscriminazione, l’uguaglianza di genere e la diversità culturale.

Ciascun principio si traduce nelle cosiddette buone pratiche aziendali (best practice), che contraddistinguono le imprese che perseguono strategicamente la Sostenibilità dalle altre.

Una prima, essenziale, buona pratica deriva senz’altro dal concetto di “Democrazia Economica” definito dalle Organizzazioni Internazionali. Come indica il Principio di equo trattamento degli azionisti dell’Ocse: “L’assetto del governo societario dovrebbe assicurare l’equo trattamento di tutti gli azionisti, compresi quelli di minoranza e gli azionisti stranieri”. Considerando la sostenibilità di un’impresa come compliant alle indicazioni internazionali, qualunque impresa che considera la sostenibilità a livello strategico garantisce ai propri azionisti (sia quelli di maggioranza sia quelli di minoranza) uguali diritti e doveri, reggendosi su una struttura di pesi e contrappesi atti ad assicurare il corretto svolgimento delle attività operative. La prima buona pratica in tema di Sostenibilità di un’impresa deriva pertanto dall’assenza di discriminazione tra i suoi azionisti.


L’uguaglianza di genere nei CdA è la seconda best practice. Per le imprese la questione centrale è il superamento del concetto di parità con quello dell’uguaglianza tra i generi in seno al Consiglio d’Amministrazione. Infatti, si ha parità tra i generi quando: “almeno un terzo dei membri nominati è del genere meno rappresentato”. Invece, il concetto di uguaglianza tra i generi, così come indicato dalla Commissione Europea, prevede che vi sia un vero e proprio equilibrio tra i sessi: 50% di genere femminile e 50% di genere maschile. Adottare questa pratica su base volontaria risulterebbe un punto fermo verso la Sostenibilità, poiché l’uguaglianza è una bandiera della stessa Commissione Von der Leyen: la prima nella storia dell’Ue in cui entrambi i generi sono ugualmente rappresentati.


La terza best practice riguarda il principio di diversità. La diversità di competenze ed esperienze degli Amministratori delle società quotate è oramai una pratica diffusa. Ebbene, le competenze sono una condizione necessaria ma non sufficiente per garantire il principio di diversità. Infatti, solo un adeguato livello di multiculturalismo e quindi la presenza di più nazionalità nel CdA permette alle imprese di “pensare globalmente agendo localmente”. Tuttavia, come emerge nell’ultimo rapporto Consob, nei Consigli d’Amministrazione delle società quotate italiane solamente il 10% risulta composto almeno per la metà da stranieri . Il principio della diversità culturale è di particolare rilevanza internazionale, poiché porterebbe le imprese ad implementare i Sustainable Development Goals, pilastro delle Nazioni Unite per la Sostenibilità.


di Manfredi Morello



Fonti

Corriere della Sera “Economia” 27 gennaio 2020 “Più donne nei Board. Ma i consigli non sono ancora Global”.


Corriere della Sera “Economia” 27 gennaio 2020 “Sarà la cultura che farà l’impresa più Sostenibile”.


Consob - Report on corporate governance of Italian listed companies 2018, p.5


Entrepreneur.com “Impact Of Ethnic Diversity And Multiculturalism In Corporate Culture”. A diverse workforce inspires a sense of justice and fair treatment to all members of the society, employees and customers alike http://entm.ag/sro


European Commission “Women on Boards: Commission proposes 40% objective” – press release, (2012)


G.S.F. Bruno, A. Ciavarella, N. Linciano “Boardroom gender diversity and performance of listed companies in Italy”

http://www.consob.it/documents/46180/46181/wp87.pdf/d733b58a-44b4-42de-98c7-3c89a82a0182. Consob settembre 2018.


LabEuropa.eu “A che punto siamo con la parità di genere nel 2019: il Rapporto della Commissione europea” http://www.labeuropa.eu/2019/03/08/parita-di-genere-nel-2019-il-rapporto-della-commissione-europea/


A Push For More Women On Corporate Boards. February 24, 2011


Npr.org Are Female Board Members A Boost To Companies? https://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=106585554.


Parlamento Europeo – “Report– la parità di genere in Europa: a che punto siamo?” https://www.europarl.europa.eu/italy/resource/static/files/import/forumassociazionifemminiliarticolo/report-finale_la-parita-di-genere-in-europa-a-che-punto-siamo.pdf


Rose C., Munch-Madsen P., Funch M. “Does Board Diversity Really Matter? Gender does not, but citizenship does” http://www.business-and-management.org/library/2013/8_1--16-27-Rose,Munch-Madsen,Funch.pdf. Int. Journal of Business Science and Applied Management, Volume 8, Issue 1, 2013.


Principi di Governo Societario – OCSE 2004.


World Economic Forum “Think globally, act locally to meet development goals” https://www.weforum.org/agenda/2016/01/think-globally-and-act-locally-to-achieve-the-sustainable-development-goals/