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Il bando verde, un’occasione ancora poco utilizzata

Ogni anno le Pubbliche amministrazioni europee spendono mediamente il 19% del PIL comunitario, ovvero 2.000 miliardi di euro, in Italia il 16 % del PIL (250 miliardi) è impiegato per l’acquisto di beni e servizi. Cifre importanti che possono essere indirizzate verso prodotti maggiormente sostenibili a livello ambientale, economico e sociale. Un’opportunità quindi, per le PA, di orientare il mercato verso produzioni a ridotto impatto ambientale.


Lo strumento del Green Public Procurement (GPP) fa riferimento alla possibilità di effettuare acquisti verdi mediante l’inserimento, nelle gare d’appalto, di criteri ambientali minimi (cosiddetti CAM). L’obbligatorietà dell’ …inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare… è da ritrovarsi all’art. 34 del d.lgs. 50/2016 (cd. Codice dei Contratti Pubblici). I dati emersi dal rapporto “I numeri del GPP in Italia” (2019) dell’Osservatorio Appalti Verdi non sembrano essere in linea con l’indirizzo avviato dallo stato centrale; l’obbligatorietà del GPP che ha visto l’Italia sul podio, come primo ed unico paese europeo, non ha prodotto i risultati sperati. Le percentuali di applicazione dei CAM risultano essere ancora molto basse, rispettivamente al Nord il 61,4% e al Sud il 50,9% delle Amministrazioni comunali (delle 734 su 1806 che ha risposto anche alla parte relativa ai CAM) hanno dichiarato di non applicarli mai. Adeguandosi alla normativa e superando gli ostacoli formativi le PA potranno svolgere un ruolo da protagoniste nella transizione verso l’economia circolare.


È bene sottolineare che le PA rivestono un ruolo chiave nel traghettare i territori verso una nuova economia sociale ed inclusiva. In particolare, esse sono chiamate ad assumere il ruolo di driver dell’innovazione accompagnando le imprese verso la responsabilità sociale. Attraverso l‘inserimento di finalità sociali negli appalti pubblici esse saranno in grado di rafforzare l‘applicazione della responsabilità sociale all‘interno del sistema impresa (RSI), ecco quindi lo stretto legame che intercorre tra bandi verdi e RSI.


Il bisogno di integrare la RSI e gli acquisti verdi deriva dalla consapevolezza che la creazione di “valore condiviso” assume una rilevanza particolare in termini di sostenibilità e reputazione, soprattutto se creato a vantaggio della comunità locale. Ed è proprio dalle comunità che oggi proviene la richiesta di un ritorno alla responsabilità soprattutto di tipo territoriale; le imprese dovranno, per uno sviluppo duraturo, tornare a soddisfare le esigenze economiche e sociali degli abitanti dei luoghi in cui operano. Per delle azioni realmente incisive ed innovative le imprese dovranno trovare, lungo il loro cammino, il supporto ed il coordinamento da parte dell’attore pubblico che dovrà quindi essere in grado di avanzare richieste ambizione, visionarie e sostenibili.


Di Antonella Sforza


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