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A tutta sostenibilità. Milano riparte da qui.

Quale società e quale comunità vogliamo essere dopo la crisi?

È un nuovo inizio per tutti, anche per la grande Milano che ha dato il via alla fase 2 con uno spot emozionale che vede come protagonista Ghali. Simbolo di cambiamento, integrazione e gioventù.


The Guardian - Milan announces ambitious scheme to reduce car use after lockdown

Tra le azioni su cui ripartire nella Fase 2 la sostenibilità è un elemento cardine.

Abbiamo capito che dobbiamo portare avanti la parte positiva del nostro modello di sviluppo e cambiare ciò che ancora non funziona.

Anche il The Guardian in un articolo uscito qualche settimana fa applaude il piano ambizioso della metropoli.

Al via quindi spostamenti sostenibili, favoriti gli spostamenti di superficie non inquinanti: piedi, bici, mobilità leggera. Spazio ai pedoni e ai ciclisti, piuttosto che alle macchine, grazie alla pedonalizzazioni temporanee e all’allargamento dei marciapiedi.

Zone 30, dove la velocità massima consentita alle macchine è quella di 30 kilometri all’ora, un percorso che il Comune aveva già iniziato alcuni anni fa con la sperimentazione in alcuni quartieri come a Nolo con TrentaMi in verde o a Corvetto.

Sono inoltre previsti interventi di urbanistica tattica nell'ambito del progetto Piazze Aperte per consentire il distanziamento sociale e potenziamento della sharing mobility con le free floating e monopattini elettrici a disposizione dei cittadini.

Sì a una vita più slow e policentrica, che vede al centro della vita personale il proprio quartiere e non più il centro della città. Trovare tutto ciò di cui hanno bisogno i cittadini “a 15 minuti di distanza dalla propria abitazione” è questo il nuovo orientamento. Un progetto pilota che partirà nei quartieri di Isola e nel Lazzaretto.

Attenzione alle persone più fragili e alle nuove forme di povertà vecchie e nuove.

Milano vuole ripartire un passo alla volta e in modo diverso.


Di Alice Giacomelli



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