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In un altro Parallelo: prodotti da scappati di casa

Intervista a Officina Casona Scs, laboratorio sociale di artigianato sostenibile


Non esistono vie univoche per il viaggio verso una società più equa e sostenibile.

Esistono certo alcuni passaggi obbligati, sentieri lievemente tracciati, indicazioni lasciate da chi ha percorso quella strada prima di noi, ma non vi sono vie certe e sicure.

Tutto è ancora da scrivere, possediamo mappe senza legenda e ci muoviamo in territori inesplorati, che lasciano però spazio a nuove architetture da costruire, paesaggi da inventare, orizzonti da disegnare.

Se è vero che il percorso è lungo e impervio, dobbiamo tuttavia riconoscere di avere un ottimo equipaggiamento: possiamo affidarci alle best practices, attingere dai risultati delle esperienze di chi da anni sta lavorando per un mondo sostenibile, possediamo un sapere tecnologico che ci proietta nel futuro e formiamo professionisti e giovani altamente competenti per le nuove esigenze globali.

Dobbiamo dunque riconoscere che, seppur nella complessità, siamo stimolati a trovare soluzioni nuove, metodologie innovative, attrezzature sempre più sofisticate: dobbiamo dare ragione ad Albert Einstein quando ha affermato «In the middle of every difficulty lies an opportunity».

Tra coloro che si distinguono per aver saputo cogliere questa opportunità, tracciando e portandoci in un sentiero inesplorato – o, per meglio dire, in un altro parallelo – vi sono i Founder della Cooperativa Sociale Officina Casona di Castellanza (Va), una realtà giovane e dinamica che propone progetti di grande impatto sociale in cui si coniugano attività di inclusione di persone fragili e migranti, legate ad una produzione sostenibile di prodotti artigianali di qualità.


Le attività della Cooperativa si realizzano principalmente grazie a Parallelo, un laboratorio nel quale si producono manufatti di falegnameria, legatoria, sartoria, ciclo-meccanica e ceramica.

Nondimeno, un altro aspetto essenziale che caratterizza il progetto: lo spazio di Parallelo è un immobile sequestrato alla criminalità organizzata e che ora è luogo di dignità, equità, accoglienza.

Abbiamo intervistato Francesca Zaupa, co-founder di Officina Casona, coordinatrice di Parallelo.

Come è nata l’idea di Officina Casona e, successivamente, di Parallelo?

Abbiamo iniziato le nostre attività nel 2016, prima come Associazione di Promozione Sociale e poi come Cooperativa Sociale, con l’intento di promuovere l’accoglienza e l’integrazione sociale di giovani, persone fragili e migranti. Dal 2017 abbiamo inaugurato il laboratorio Parallelo - prodotti da scappati di casa, dando vita ad iniziative formative che potessero consentire a richiedenti asilo e rifugiati di acquisire competenze professionali e, al contempo, imparare la nostra lingua proponendo dunque una metodologia formativa basata sulla pratica e la deduzione dal contesto: imparare l’italiano facendo, lavorando, creando prodotti artigianali. Ci siamo interfacciati con i centri di accoglienza per indagare quali fossero i bisogni delle persone accolte, quali esigenze personali e sociali riscontrassero così da poter offrire risposte concrete e opportunità per acquisire una propria autonomia, competenze spendibili nel mondo del lavoro per un adeguato inserimento sociale.

Oggi Parallelo è cresciuto e si è trasformato in una vera e propria bottega artigiana, che offre prodotti e servizi con l’obiettivo di generare opportunità di inserimento lavorativo. Officina Casona conta oggi una decina di collaboratori e 6 dipendenti, di cui 4 richiedenti asilo o rifugiati, non utenti, ma soci e colleghi.

Anche le attività formative proseguono, con tirocini e corsi, anche aperti al pubblico.

Quali sono i principi che vi guidano nel vostro lavoro?

Senza dubbio crediamo nel valore della diversità, dell’etica e della dignità del lavoro. Incoraggiamo i princìpi dell’accoglienza e del dare nuove opportunità a chi si ritrova a vivere nella marginalità. Intendiamo dare spazio alla creatività soprattutto nel lavoro artigianale, grazie al quale possiamo creare prodotti unici, interamente fatti a mano e sostenibili e valorizzare le competenze di persone con background diversi, dalla progettazione alla manualità. Poniamo attenzione verso l’ambiente, pertanto utilizziamo per le nostre lavorazioni materiale di scarto, destinato a divenire rifiuto, come bancali, tessuti, pellame che ci vengono donati o forniti da aziende del territorio. Dai privati invece ritiriamo vecchie biciclette: grazie al laboratorio di ciclomeccanica riusciamo a dare loro nuova vita e a rimetterle sul mercato.

Quali altri servizi offrite?

Ci dedichiamo alle imprese quanto ai privati. Per le prime offriamo servizi di comunicazione ed organizzazione eventi, così come prodotti, allestimenti, forniture su misura e corsi di CSR o team building. Per i privati invece ci dedichiamo ai corsi di artigianato, riparazioni e prodotti su misura, allestimenti e prodotti per le ricorrenze. Sul nostro sito trovate le informazioni sul progetto e i nostri prodotti: https://parallelolab.com/.

Di Sabrina Terranova