• Pietro Marchesano

Coronavirus: mercati e investitori premiano la sostenibilità

La maggiore resilienza dei fondi sostenibili alla pandemia dà un forte impulso alla raccolta

L’effetto sull’ambiente delle recenti misure di contenimento del Coronavirus ha generato molto stupore in Italia. Con entusiasmo, sono stati documentati delfini nei porti di Cagliari e Trieste, e innumerevoli altre specie di pesci tra le acque straordinariamente limpide dei canali di Venezia. Tali misure hanno anche giovato all’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana, come documentato dalle immagini satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea (2020).





Sorprese ugualmente positive hanno riservato agli operatori finanziari i fondi di investimento sostenibili nei mercati occidentali.


L’emergenza sanitaria mondiale ha infatti avuto un impatto impetuoso sui mercati, con un drastico calo dei listini azionari. A titolo esplicativo, prendendo a riferimento il mese 14.02-13.03, il mercato azionario europeo, ha perso il 30% (in Italia, oltre il 35%) e quello americano il 20% (Investing.com, 2020). Ribassi consistenti e repentini, segno evidente che la crisi sanitaria è sfociata in una più ampia crisi economica e finanziaria. Tuttavia, i fondi di investimento sostenibili – quelli che uniscono all’analisi finanziaria delle imprese in cui investire considerazioni circa i temi ESG: ambientali, sociali e di governance – hanno dimostrato resilienza e una migliore performance, in termini relativi.


Concentrandosi sul mercato nord americano, la percentuale di fondi ESG con rendimenti compresi nei due quartili più alti è risultata maggiore del 25% per ogni strategia di investimento, secondo i dati Morningstar. Allo stesso tempo, la percentuale di fondi ESG con rendimenti compresi nei due quartili inferiori, è risultata minore del 25%. I fondi ESG sono dunque ampiamente sovrarappresentati tra quelli che hanno garantito i rendimenti migliori e sottorappresentati tra quelli che hanno dato rendimenti deludenti. Ciò vale sia considerando la performance dei fondi nell’ultimo mese, che da inizio anno:


Percentuale di fondi ESG, per rendimento ottenuto (Stati Uniti). Rielaborazione da Morningstar


Il Financial Times (2020) ha documentato un comportamento simile anche nei mercati europei, dove da inizio anno l’indice MSCI Europe ESG Leaders ha battuto il benchmark di circa 180 punti base (1.8%).


L’analisi di sostenibilità ESG ha garantito una maggiore resilienza allo shock coronavirus in Europa. Rielaborazione dati MSCI


Stando a un’analisi di Bloomberg (2020), il motivo di questa resilienza risiede in una minore esposizione dei fondi sostenibili in settori inquinanti – che hanno anche risentito delle recenti tensioni tra Russia e Arabia Saudita – come quello estrattivo (compagnie petrolifere) o turistico (compagnie aeree e di navigazione); e in una maggiore presenza nel settore sanitario e dell’alta tecnologia, che hanno beneficiato dalle misure necessarie al contrasto della pandemia.


Alla luce di questi interessanti risultati, i fondi passivi ESG hanno continuato a raccogliere una crescente fetta del risparmio degli investitori, $12.7 miliardi da gennaio, mentre la raccolta dei fondi passivi convenzionali ha subìto un calo significativo, assestandosi a $8.1 miliardi da gennaio (Financial Times, 2020).


Sarà il Coronavirus a convincere gli operatori della convenienza dei fondi sostenibili su quelli convenzionali? È ancora presto per averne conferma definitiva. Tuttavia, i dati recenti sono incoraggianti.

Di Pietro Marchesano


*** “Coronavirus e sostenibilità”: articolo n°1 ***


Fonti