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La solidarietà ai tempi del COVID-19


(Fonte: Evergreen photos)

Nell’attuale stato di emergenza, dovuto all’ormai (ahimè) ben noto COVID-19, si è assistito - parallelamente al diffondersi del virus e al conseguente isolamento sociale, adottato come misura di prevenzione a livello mondiale - all’instaurarsi di circoli virtuosi, privi di alcun freno e fortemente impattanti.


A conferma di ciò, nel recente studio condotto dalle Nazioni Unite - “Shared responsibility, Global solidarity: Responding to the socio-economic impacts of COVID-19” - si sottolinea come una possibile risposta sostenibile agli impatti negativi sull’economia mondiale possano essere l’incentivazione e la prioritizzazione delle misure di coesione sociale.


Per coesione sociale si intende: la creazione, la diffusione e la valorizzazione di network, interni alla società e all’insegna della solidarietà, accomunati dai medesimi interessi e finalità; la promozione della responsabilità collettiva nella gestione di problemi comunitari, come l’emarginazione, la povertà e, nel caso attuale, l’isolamento (c.d. “lockdown”).


In Italia, sin dal primo restrittivo DPCM, abbiamo assistito all’affermarsi di un progetto che racchiude nella propria essenza la coesione sociale: la solidarietà digitale. L’iniziativa è stata promossa da Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, con il supporto tecnico di AGID, al fine di limitare gli impatti economici e sociali legati a tale emergenza sanitaria: consiste nel mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese diversi servizi offerti da professionisti, associazioni e aziende di ogni dimensione.


Sulla scia di questa proposta, due giovani ragazzi italiani hanno ideato la piattaforma “Co-vida”, che raccoglie in sé simili gesti di solidarietà: si spazia dalle lezioni di lingue straniere, agli audio libri e audio fiabe per i più piccoli, passando per gli strumenti a supporto dello smart working.


Tutti coloro che hanno deciso di condividere con gli altri il loro sapere e i prodotti core business della propria impresa sono la dimostrazione di come, in un momento in cui non è possibile sostenersi fisicamente l’un l’altro, lo si può fare virtualmente grazie alle tecnologie.

Interessante, inoltre, poter constatare che, anche in contesti geograficamente lontani dal nostro si stiano affermando proposte di tal genere: per esempio, in Palestina a tutti gli studenti è stata offerta una piattaforma di e-learning e la possibilità di beneficiare di tre mesi di servizi di connessione gratuiti.


Speriamo che questi casi di solidarietà non siano isolati, ma diventino virali e auspichiamo che si crei una piattaforma internazionale che racchiuda condivisioni di tutto il mondo, perché la solidarietà costituisce la chiave per superare questo momento di avversità.

Siamo tutti chiamati a rimare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti.” (Papa Francesco)


Di Maria Caterina Di Franco


*** “Coronavirus e sostenibilità”: articolo n°6 ***


FONTI