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Intervista alle fondatrici di LOTO: turismo e viaggi di volontariato come forma di apprendimento

LOTO è una associazione culturale nata con l’obiettivo di promuovere nuove forme di cittadinanza attiva attraverso viaggi di volontariato e proposte di turismo consapevole. Le attività promosse da LOTO sono esperienze di viaggio e volontariato con un’attenzione particolare al rispetto delle comunità e dei territori che ospitano i loro viaggiatori.


Registrata ufficialmente a maggio 2019, l’associazione era già da tempo nelle menti di Claudia, Marta e Camilla che costituiscono il consiglio direttivo e sono rispettivamente presidente, vicepresidente e segretaria dell’associazione. La conoscenza eterogenea delle tre professioniste costituisce un gran punto di forza per LOTO: Claudia con formazione in campo sociologico, Marta in tutela e conservazione ambientale e Camilla in scienze politiche con focus sull’area indiana.

Abbiamo incontrato Claudia e Marta, che ci hanno raccontato il percorso che le ha portate a fondare LOTO.


Come è nata l’idea?


La nostra idea è stata supportata da altri cinque soci fondatori, provenienti da mondi professionali differenti, che hanno aiutato a concretizzare il nostro progetto. Ciò che ci ha accomunato dall’inizio è stata l'attenzione al viaggio di conoscenza e la volontà di migliorare il modo in cui le persone si muovono nel mondo, riducendo nel nostro piccolo, gli impatti negativi che derivano da disinformazione e assenza di preparazione. Grazie a LOTO promuoviamo un comportamento e un approccio responsabile a livello di viaggio e turismo, il nostro impegno è quello di permettere a volontari e viaggiatori di muoversi nel mondo con il rispetto di chi si muove tra le mura di casa.


Come organizzate i vostri viaggi?

Tutti i viaggiatori e volontari vengono incontrati e formati prima della partenza, allo scopo di proporre loro un viaggio che sia coerente con la personalità di ognuno. Organizziamo incontri individuali per raccontare nel dettaglio i progetti e le destinazioni disponibili e, allo stesso tempo, creare per noi un’occasione per conoscere i possibili viaggiatori e volontari. Ci teniamo molto all’incontro: grazie ad un continuo scambio e dialogo con i nostri partner, sappiamo per esperienza diretta quali attività propongono e abbiamo gli strumenti per suggerire ai partecipanti la partenza più in linea con le loro aspettative e con la loro attitudine al viaggio.


Come scegliete le associazioni partner?

Scegliamo in prima persona le associazioni partner tramite i viaggi di monitoraggio grazie ai quali viviamo in loco l’esperienza che proporremo poi ai nostri viaggiatori e volontari. Le forme di turismo che prediligiamo si contrappongono al concetto di Must to Visit, un modo di vivere il turismo che non valorizza il territorio. Nel viaggio cerchiamo la vera comprensione della comunità locale, un’esperienza autentica che possa esaltare l’identità culturale.


In quali paesi lavorate e quali sono i vostri progetti?


Lavoriamo sia in Italia che all’estero. I progetti in Italia sono dedicati alla conoscenza del territorio e alla promozione di buone pratiche in tema di conservazione e sviluppo.

Abbiamo coltivato partnership solide in Emilia-Romagna, Abruzzo e nel comune più a Sud di Italia, Lampedusa. Qui proponiamo esperienze di turismo lento, con l’intento di far conoscere l’isola nei mesi che precedono e susseguono l’estate, per consentire ad abitanti e viaggiatori un dialogo reale che sarebbe difficile da realizzare durante il picco stagionale.

I progetti internazionali sono bilanciati tra campo sociale e ambientale. In Nepal supportiamo attività didattiche e ludico-educative in un progetto locale nato per garantire accesso ad un’istruzione di qualità ai bambini che risiedono nei villaggi rurali, più esposti all’emarginazione. In India promuoviamo l’empowerment femminile e lo sviluppo di laboratori professionali pensati per rendere le donne più autonome e consapevoli delle proprie capacità e possibilità. Spostandosi più a nord, verso la regione himalayana, proponiamo attività volte a sostenere percorsi educativi e ricreativi per minori.

Lunghe camminate e ore trascorse in morning patrol lungo il mare della Andamane attendono invece i volontari che decidono di dedicarsi al progetto in Thailandia, ideato per tutelare le tartarughe marine, è diventato negli anni un punto di riferimento per attività che mirano ad educare turisti e comunità locale alla conservazione della biodiversità e allo sviluppo di attività economiche sostenibili.

In Myanmar LOTO partecipa ad un importante progetto di ecoturismo, dedicato al Parco Marino di Lampi e all’importanza di formare giovani guide, in grado di gestire con consapevolezza i flussi turistici, in un’ottica di rispetto dell’ambiente e supporto all’economia locale.

In Africa, si atterra in Madagascar, dove i viaggiatori e volontari hanno l’opportunità di misurarsi con un progetto ideato per tutelare le foreste primarie, promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile compatibili con la ricrescita della foresta e la generazione di reddito per la comunità locale.


Filo conduttore tra tutti questi progetti, l’approccio attento e responsabile che le fondatrici chiedono ad ogni viaggiatore e volontario in partenza: per non sbagliare meglio mettere nello zaino un po’ di ascolto, comprensione e una buona dose di curiosità.

Il compito di LOTO non si chiude certo con la partenza: il bello del viaggio è che inizia in Italia, nei giorni dei primi incontri e della formazione per proseguire con l’arrivo in loco. Qui i referenti sul campo accolgono i volontari e li seguono nel loro inserimento, guidandoli nella conoscenza del territorio e delle dinamiche che caratterizzano ogni singolo contesto.


In fondo è proprio per questo che LOTO parla di viaggi di apprendimento. Marta e Claudia, prima di ogni viaggio, si chiedono cosa possono andare ad imparare, invertendo la tendenza secondo la quale i volontari internazionali partono convinti di andare ad insegnare qualcosa, in un paese che magari non hanno mai visitato prima.


È così che il viaggio diventa a tutti gli effetti un percorso di crescita, umana e professionale.


Di Chiara Limongelli